Tradizioni italiane
Gli animali delle feste e delle tradizioni regionali italiane
L'Italia è un Paese di campanili, e ogni campanile ha il suo animale: il cavallo che corre in Piazza del Campo, il lupo che incontra San Francesco a Gubbio, il drago che San Giorgio affronta nelle processioni, l'asino che porta i doni. Un viaggio tra le feste regionali è anche un viaggio nella storia del rapporto tra italiani e animali.
Il cavallo: il Palio di Siena e le corse storiche
Il Palio di Siena si corre due volte l'anno, il 2 luglio e il 16 agosto, in Piazza del Campo: dieci contrade della città si sfidano in tre giri di pista, e il cavallo può vincere anche «scosso», cioè senza fantino. È una festa che dura tutto l'anno, con la benedizione del cavallo in chiesa e cene di contrada che coinvolgono l'intera città.
Il cavallo è stato per secoli compagno di lavoro, guerra e viaggio dell'uomo, e le giostre e le corse storiche — da Siena ad Asti, ad Alba — sono la memoria viva di quel legame.
- Palio di Siena: 2 luglio e 16 agosto, Piazza del Campo
- Palio di Asti: tra le corse storiche più antiche d'Italia
- Giostre e quintane: la memoria equestre di molte regioni
Il lupo di Gubbio: la festa della pace con la natura
Il 4 ottobre si celebra San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia e degli animali. Il suo incontro più famoso è quello con il lupo di Gubbio, raccontato nei Fioretti: il frate convince l'animale a non aggredire più gli abitanti in cambio di cibo e rispetto, e la città gli tiene fede.
La festa di San Francesco è diventata in molte parrocchie e comuni l'occasione della benedizione degli animali domestici: un appuntamento che unisce tradizione religiosa e affetto per i compagni di casa.
Il drago di San Giorgio: il mostro che è un animale
San Giorgio, celebrato il 23 aprile, è patrono di molte città — da Genova a Ferrara a Ragusa — e la sua leggenda è una lotta con un drago che terrorizzava una città. Il drago è una creatura fantastica, ma la sua forma viene da animali veri: le scaglie dei rettili, le ali dei pipistrelli, il collo dei grandi serpenti dei racconti dei naviganti.
Nelle processioni e nei cortei storici il drago appare come macchina scenica o figura scolpita: la dimostrazione che anche l'animale immaginario nasce dall'osservazione di quelli reali.




