Natale
Animali del Natale nel mondo: la renna, il pettirosso, l'agnello
Il Natale ha un piccolo bestiario tutto suo, e cambia da Paese a Paese: in Italia il presepe mette al centro bue e asinello, nel Nord Europa la scena è dominata dalle renne, nel mondo anglosassone il simbolo più ripetuto è un uccellino dal petto arancione. Tre tradizioni diverse, tre animali diversi, la stessa funzione: dare un volto vivo alla festa più buia e più luminosa dell'anno.
La renna: dalla tundra alla slitta
La renna è un cervide artico realmente allevato da secoli dai popoli del Nord Europa e della Siberia, che ne hanno fatto un animale da trasporto, da latte e da traino. È l'unico cervide in cui anche le femmine portano i palchi, e ha zoccoli larghi che funzionano come racchette sulla neve.
La renna entra nell'immaginario natalizio in tempi relativamente recenti: nel 1823 la poesia americana «A Visit from St. Nicholas» descrive una slitta trainata da otto renne, e nel 1939 il racconto pubblicitario di Robert L. May aggiunge Rudolph, la nona, dal naso rosso. Da lì il passo verso i film e le canzoni è brevissimo.
- Vive in tundra e taiga, dalla Scandinavia alla Siberia al Nord America
- Nelle femmine i palchi restano più a lungo durante l'inverno
- Le mandrie compiono alcune delle migrazioni terrestri più lunghe conosciute
Il pettirosso: il Natale britannico su due zampe
Nel Regno Unito il pettirosso è l'emblema del Natale. La spiegazione più accreditata è insieme ornitologica e postale: il pettirosso resta visibile anche d'inverno, quando difende il territorio e canta, e nell'Ottocento i postini britannici indossavano una divisa rossa che valse loro il soprannome di robins. Sulle prime cartoline natalizie comparvero così uccellini con una lettera nel becco.
Alla tradizione popolare si aggiunge una leggenda: il petto rosso sarebbe il segno lasciato dall'aver protetto la mangiatoia o dall'aver soccorso Cristo. È un racconto devozionale, non un dato storico, ma spiega bene la fortuna dell'immagine.
L'agnello, il bue e l'asinello: il presepe mediterraneo
Nel racconto evangelico della natività gli animali non sono nominati: bue e asinello entrano nella scena attraverso la tradizione, a partire da una lettura del profeta Isaia, e si fissano nell'iconografia cristiana nei primi secoli.
L'agnello arriva invece dal mondo pastorale e dal simbolismo dell'agnus Dei. Il presepe come lo conosciamo si diffonde in Italia dopo la rappresentazione di Greccio voluta da Francesco d'Assisi nel 1223, e da allora le figure degli animali sono parte integrante della scena.
Il presepe napoletano del Settecento è forse l'esempio più elaborato: accanto alla capanna compaiono greggi, cani, buoi, galline, un intero paesaggio contadino in miniatura.




