Pasqua
Perché a Pasqua si incontrano pulcini, conigli e agnelli
Pasqua cade sempre in primavera piena, e non è un caso che i suoi animali-simbolo siano quasi tutti legati alla nascita e alla stagione in cui la campagna si riempie di piccoli. Pulcino, coniglio e agnello raccontano tre percorsi diversi — l'uovo, la fecondità, il rito religioso — che nel tempo si sono incontrati nella stessa festa.
Una festa che segue la primavera
La data della Pasqua è mobile: cade la domenica successiva al primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera, un calcolo deciso nel IV secolo. Anche chi non segue il rito religioso riconosce nel periodo il momento in cui la natura riprende a correre: giornate che si allungano, alberi in fiore, prime nascite negli allevamenti e nei nidi.
Gli animali della festa sono quelli che in questa stagione si vedono davvero: le pecore partoriscono tra inverno e primavera, le galline tornano a fare uova con regolarità e i conigli selvatici compaiono nei prati alla luce del giorno.
- Domenica di Pasqua: dopo il primo plenilunio di primavera
- Nascite concentrate tra fine inverno e inizio primavera negli animali da allevamento
- Simboli condivisi tra rito cristiano e feste agrarie più antiche
Il pulcino e l'uovo: la nascita che si vede
L'uovo è il simbolo di nascita più semplice che esista: da qualcosa di chiuso e immobile esce un essere vivo. Per questo è diventato segno di rinascita in culture molto distanti tra loro, dall'antico Egitto alla Persia, dove si scambiavano uova dipinte per il Nuovo Anno primaverile.
Nella tradizione cristiana l'uovo decorato si diffuse perché durante la Quaresima non se ne consumavano e a Pasqua diventavano il dono di festa. Il pulcino che rompe il guscio ne è il completamento naturale: la primavera fatta animale.
Il coniglio di Pasqua: una storia che viene dalla Germania
L'Osterhase, la «lepre di Pasqua» che porta le uova ai bambini, compare per la prima volta in documenti tedeschi del Seicento e arriva negli Stati Uniti con gli emigrati della Pennsylvania nell'Ottocento. Nella lingua comune lepre e coniglio si confondono, e la figura festiva oggi è quasi sempre un coniglietto.
Il legame con la primavera è semplice: conigli e lepri sono animali molto fecondi, con più cucciolate tra marzo e settembre, e nelle campagne europee la loro comparsa nei campi era uno dei segnali più visibili della stagione nuova.




