Forme e colori
Animali e colori: perché la natura sceglie certe tinte
Nel regno animale un colore non è mai una decisione estetica: serve a nascondersi, a spaventare o a farsi scegliere. Capire quale delle tre funzioni prevale rende ogni animale molto più interessante da guardare — e da disegnare.
Nascondersi
Il mimetismo funziona per somiglianza con lo sfondo: la tigre tra le erbe alte, la sogliola sul fondale sabbioso, l'insetto stecco tra i rametti. Anche le strisce e le macchie servono a rompere il contorno del corpo, rendendolo difficile da distinguere.
Avvertire
Colori accesissimi come il rosso, il giallo e il blu elettrico spesso significano il contrario del nascondersi: sono un segnale che dice «non sono commestibile». Alcune specie innocue imitano quei colori per beneficiare della stessa protezione.
- Mimetismo: confondersi con l'ambiente
- Aposematismo: colori vistosi come avvertimento
- Mimetismo imitativo: copiare una specie pericolosa
Farsi scegliere
Code, creste e piumaggi sgargianti compaiono soprattutto nei periodi riproduttivi: sono investimenti costosi, e proprio per questo comunicano forza e salute.
Dal colore al disegno
Quando si colora un animale non serve essere fedeli al centimetro: basta rispettare la logica del suo colore. Una tigre resta riconoscibile anche in viola, purché le strisce siano al posto giusto.
Lo sapevi che…
- Il camaleonte cambia colore anche per comunicare e per regolare la temperatura, non solo per mimetizzarsi.
- Molte specie vedono colori che l'occhio umano non percepisce.
- Il rosa dei fenicotteri deriva dalla loro alimentazione.
