L'evoluzione degli equidi
I fossili mostrano una linea che parte da forme di piccola taglia con più dita e arriva al genere Equus, con un unico dito funzionale protetto dallo zoccolo. Il passaggio non è stato lineare: è una ramificazione con molte specie estinte, di cui il cavallo attuale è l'unica linea domestica sopravvissuta insieme ad asini e zebre.
Il cavallo di Przewalski, dell'Asia centrale, è considerato l'unico cavallo selvatico ancora esistente; il tarpan europeo si è estinto in epoca storica. Le popolazioni di cavalli che vivono libere in varie parti del mondo sono in genere inselvatichite, cioè discendenti di animali domestici.
- Antenati di piccola taglia con più dita
- Passaggio alle praterie e selezione della corsa
- Genere Equus: un solo dito funzionale
- Przewalski: unico cavallo selvatico attuale
La domesticazione
Le ricerche archeologiche e genetiche collocano la domesticazione del cavallo nelle steppe dell'Eurasia, alcuni millenni prima della nostra era. Le prime evidenze riguardano il consumo di latte e carne, l'uso come animale da traino e successivamente la monta.
L'introduzione del carro leggero a raggi e poi della cavalleria montata modifica in profondità guerra, commercio e comunicazione. Il cavallo diventa per millenni il mezzo di trasporto più rapido a disposizione dell'uomo: una condizione che resterà invariata fino alla ferrovia.
Dal lavoro agricolo al motore
Nell'Europa medievale e moderna il cavallo è forza motrice per agricoltura, trasporti, miniere e industria: il collare a spalla, adottato nel medioevo, ne aumenta notevolmente l'efficienza di traino rispetto ai sistemi antichi.
Con la meccanizzazione del Novecento gran parte delle razze da tiro perde la propria funzione e alcune rischiano l'estinzione. Il cavallo si sposta allora verso sport, tempo libero, turismo equestre e attività didattiche: è il ruolo che occupa oggi nella maggior parte dei paesi europei.
Domande frequenti
- Quando è stato domesticato il cavallo?
- Le ricerche archeologiche e genetiche collocano la domesticazione nelle steppe dell'Eurasia, alcuni millenni prima della nostra era, con un utilizzo iniziale legato ad alimentazione e traino.
- Esistono ancora cavalli selvatici?
- Il cavallo di Przewalski è considerato l'unico cavallo selvatico esistente. Le altre popolazioni libere, come i mustang, discendono da animali domestici inselvatichiti.
- Perché il cavallo ha un solo dito?
- È il risultato di un lungo adattamento alla corsa nelle praterie: la riduzione delle dita e la formazione dello zoccolo hanno reso l'appoggio più efficiente su terreni aperti.
Dalle parole alle collezioni
Chi legge di cavalli spesso vuole poi tenerne uno vicino: le schede didattiche A4 sugli animali, le tavole da colorare e gli animaletti 3D a maglia sono i tre modi con cui il sito porta il cavallo dalla lettura alla scrivania.
