Bambini e animali
Perché gli animali piacciono così tanto ai bambini
Se guardi la cameretta di un bambino, gli animali sono ovunque: sui pigiami, sui quaderni, nei peluche, nei disegni appesi al frigorifero. Non è un caso né una moda: gli animali parlano ai bambini una lingua che capiscono prima ancora di saper leggere.
Forme semplici, riconoscibili, imitabili
Un animale si riconosce da pochi tratti: due orecchie, una coda, un muso. È la prima categoria del mondo che un bambino impara a distinguere e a nominare, spesso prima degli oggetti o dei mestieri.
Proprio perché la forma è semplice, l'animale diventa anche il primo soggetto che i bambini provano a disegnare: un cerchio, due orecchie, ed ecco un gatto. Ogni disegno riuscito è una piccola conquista.
- Sagome nette e facili da memorizzare
- Colori e versi che si imitano con la voce
- Un vocabolario che cresce animale dopo animale
Gli animali si muovono e reagiscono
Un animale corre, salta, si nasconde, guarda. Per un bambino è un mondo che risponde, diverso da un oggetto immobile. Anche l'animale rappresentato — nel libro, nel disegno, nella figura in miniatura — porta con sé quel movimento immaginato.
Un modo per raccontare se stessi
«Io sono il leone, tu sei la volpe»: nel gioco simbolico i bambini usano gli animali per assegnare ruoli, forza, astuzia, dolcezza. È un linguaggio comodo perché mette a distanza le emozioni e allo stesso tempo le rende dicibili.
Da qui nasce la fortuna di fiabe, cartoni, mascotte sportive e personaggi: l'animale è un personaggio già pronto, con un carattere che tutti riconoscono.
Il piacere di raccogliere e ordinare
Verso i cinque o sei anni arriva la passione per il classificare: animali della savana, del mare, del bosco. Raccogliere figure, tavole, schede o piccole statuette dà una struttura a questa curiosità e la trasforma in una collezione con un inizio e un obiettivo.
Lo sapevi che…
- Tra le prime cento parole che un bambino italiano impara compaiono quasi sempre cane, gatto e uccellino.
- Nei disegni infantili l'animale è spesso più grande della casa: la dimensione racconta l'importanza, non la realtà.
- Le fiabe classiche usano gli animali come specchio dei caratteri umani da almeno duemilacinquecento anni, da Esopo in poi.
